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CHIESE VUOTE: FENOMENO IN CRESCITA

  • Francesca Leone
  • 6 gen
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 8 gen

Stadera n. 166 – Gen/Feb 2026

Negli ultimi decenni, le chiese di molte città e piccoli centri stanno vedendo una preoccupante diminuzione della partecipazione dei fedeli, in particolare dei giovani e degli adulti. Le panche vuote durante le messe domenicali sono diventate una realtà visibile, e le ragioni dietro questo fenomeno sono complesse e variegate. Ma cosa sta succedendo? Perché le chiese, un tempo fulcro della vita sociale e spirituale, oggi appaiono sempre più desolate? Se una volta, la chiesa era punto di riferimento per intere generazioni, oggi sembra quasi essere diventata un luogo estraneo per molti.


Ma cosa c’è dietro questa crescente disconnessione? È una crisi di fede, un cambiamento nei valori, o semplicemente un riflesso di una società in continuo mutamento? Un primo motivo che emerge è il cambiamento nei valori e nelle priorità della società moderna. I giovani di oggi sono cresciuti in un mondo in cui la spiritualità e la religione sono visti da molti come aspetti personali piuttosto che comunitari.


La religione cristiana non ha più lo stesso ruolo centrale che aveva nelle generazioni precedenti. La società secolare, sempre più pluralista, ha spinto verso una maggiore libertà di pensiero e un crescente scetticismo verso istituzioni che, un tempo, erano ritenute indiscutibili. In questo contesto, la chiesa è spesso vista come un’istituzione lontana dalle preoccupazioni quotidiane di molti giovani, che preferiscono approcci spirituali più personali e meno vincolanti, come la meditazione o la riflessione individuale. Molti giovani, oggi, non sentono il bisogno di partecipare alla Santa messa né tantomeno di avvicinarsi al sacramento della Confessione. Questo è spesso il risultato di una cultura in cui la religione non è più trasmessa come un valore imprescindibile da genitori e nonni. Per i giovani di oggi, che sono più esposti a una grande varietà di culture e tradizioni, la chiesa appare talvolta come un mondo distante, troppo radicato in un passato che non sembra parlare loro.


La società dei consumi, inoltre, ha portato i laici, specialmente i più giovani, a cercare soddisfazione in esperienze tangibili e immediatamente gratificanti, anziché in pratiche di fede che richiedono impegno, riflessione e tempo. La ricerca di significato, quindi, tende a concentrarsi su esperienze dirette, piuttosto che su quella che può sembrare una spiritualità astratta. In un mondo sempre più veloce, in cui la quotidianità è scandita da impegni universitari e lavorativi, i giovani spesso non trovano il tempo per partecipare alla vita religiosa. D’altro canto la digitalizzazione ha reso la vita ancora più frenetica, e la chiesa, per molti, è diventata un’istituzione che non si adatta al ritmo dei social media e delle piattaforme digitali. Le forme di religiosità informale, come le riflessioni spirituali su Internet, i gruppi online di discussione o i contenuti religiosi sui social, stanno sostituendo il bisogno di un luogo fisico.


La sfida per la Chiesa sarà quella di ripensare il proprio ruolo, cercando di dialogare con le nuove generazioni in maniera più aperta e vicina alle loro esigenze. La spiritualità, infatti, è ancora un bisogno sentito dai giovani, ma non necessariamente nella forma tradizionale. Spesso sono abbandonati alla noia, alla pigrizia, alle scorciatoie e al vuoto. Tuttavia i giovani hanno fame di infinito, di bellezza, e di Dio; si interrogano su chi sono, da dove vengono, dove vanno, che senso hanno il dolore, l’amore, chi li ama, e chi no. Quando emergono queste domande latenti, diventano più interessati alle relazioni con gli adulti e con il Mistero. La Chiesa sta cercando di attrarre i giovani proponendo dibattiti, tavole rotonde con attività culturali, che valorizzino la partecipazione attiva e l’impegno sociale. Senza relazioni umane profonde, la comunità religiosa non è tale, e perde di senso.


I cristiani hanno bisogno di condividere la fede e la preghiera: altrimenti la fede si inaridisce. La vita non può essere tenuta al margine della Chiesa. I cristiani hanno bisogno di riflettere e parlare fra loro del loro essere cristiani. In questo scenario, la chiesa ha l’opportunità di rinnovarsi, di essere meno rigida e più in sintonia con le aspirazioni e le preoccupazioni di chi oggi cerca di dare un senso alla propria esistenza, ma in modi nuovi.


Francesca Leone


Parrocchia Ss. Crocifisso

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