top of page

AVVENTO 2025

  • Ruggiero Pio Belgiovine
  • 15 nov
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 17 nov

Stadera n. 165 – Nov/Dic 2025


Sul finire dell’anno giubilare, la Parrocchia si appresta a entrare nel periodo di preparazione per il Natale. L’attesa per la Nascita di Gesù è per noi esempio di come la fede permanga eterna, segno di speranza per la salvezza. Sulla scia del numero d’Avvento dello scorso anno (“La Stadera”, n. 159), proponiamo l’analisi delle letture bibliche della seconda domenica d’Avvento, che cadrà il giorno 7 dicembre.

ree

La prima lettura (Is 11, 1-10) è la celebre profezia di Isaia che annuncia la nascita di un germoglio (richiamato già in Is 6) dal tronco di Iesse che è, come è noto, il padre del re Davide, proprio per sottolineare l’umiltà delle origini, non la potenza del monarca. Il richiamo è chiaramente alla promessa che, dalla discendenza davidica, nascerà il re ideale, colmo dello spirito divino, il Messia. La profezia indica anche tutte le virtù di questa figura, nell’elenco che poi sarà alla base dei sette doni dello Spirito Santo. Con la venuta di questa figura, secondo il profeta, tutto cambierà, in un mondo rinnovato (accuratamente e ampiamente descritto) che sembra richiamare quello appena creato in Gen 1, e la “radice di Iesse”, dunque il Messia, sarà vessillo per i popoli.


Il salmo 71, intitolato La gloria del regno messianico, è una rassegna dei tratti salienti della regalità. Questa si riconosce nella pratica di giustizia e di pace, scritto quasi come un augurio per l’incoronazione. Il Signore si pone accanto a questa figura che ha scelto, dunque il Messia, per arricchirlo con prosperità. Tutto il Salmo è intriso di acclamazioni augurali del popolo nei confronti del re, considerato nella sua accezione messianica.


La seconda lettura (Rm 15, 4-9), si colloca nella parte finale dell’epistola paolina dove – come spesso accade in Paolo – si invoca l’unità dei cristiani, in riferimento a Cristo e al suo amore. L’apostolo, inoltre, ricorda la considerazione che le Scritture sono indispensabili per comprendere il mistero della vita e della morte di Gesù. Si parla appunto di accoglienza per tutti, Giudei e pagani (o gentili), come è tipico nel pensiero paolino: Gesù, infatti, estende la sua misericordia a tutti i popoli. 


Il Vangelo (Mt 3, 1-12) riguarda invece la predicazione di Giovanni il Battista, episodio comune ai tre Vangeli sinottici. Ci sono tuttavia delle differenze: Marco presenta la figura del Battista, proseguendo con il Battesimo di Gesù; Matteo, dopo la genealogia e l’episodio della nascita di Gesù, menziona la predicazione del profeta che annuncia la salvezza tramite la conversione (intesa come una rinuncia vera al peccato) e il battesimo; Luca, invece, fa iniziare il suo Vangelo con la nascita miracolosa di Giovanni da Elisabetta e Zaccaria, che erano detti sterili. In tutti e tre i Vangeli, comunque, è citata la profezia di Is 40, 3 (Voce di uno che grida nel deserto), da riferirsi, appunto, a Giovanni il Battista. Egli, vestito di pelli di cammello (per questo elemento, accostabile ad Elia, vd. 2 Re 1,8), battezza nelle acque del Giordano e annuncia la salvezza che verrà tramite Gesù, riconoscendo dunque importanza a colui che viene dopo di lui. Mentre Giovanni battezza con l’acqua, Gesù battezzerà in Spirito Santo e fuoco, dunque con la purificazione. Subito dopo l’episodio narrato nel Vangelo, si racconta del Battesimo di Gesù.


Con la speranza di aver fatto maggior luce sulle letture della seconda domenica d’Avvento, auguriamo a tutti un buon cammino!


Ruggiero Pio Belgiovine


Parrocchia Ss. Crocifisso

Via G. Zanardelli, 33 - 76121 Barletta (BT)

Tel. 0883 333382

crocifissobarletta@gmail.com

  • alt.text.label.Facebook
  • alt.text.label.Instagram
  • Whatsapp

©2024 by Parrocchia Ss. Crocifisso

bottom of page