<strong>INTELLIGENZA ARTIFICIALE</strong> e <strong>CHAT GPT</strong>
- Parrocchia Santissimo Crocifisso Barletta
- 9 nov 2023
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Stadera n. 153 – Nov/Dic 2023
L’intelligenza artificiale ha fatto molta strada negli ultimi anni ed è una realtà in continua espansione, anche in ambito scolastico. Da qualche tempo sulla stampa e sulla rete si rincorrono notizie su una nuova tecnologia dal nome indecifrabile: ChatGPT, basata appunto su tecniche di Intelligenza Artificiale. Quali i rischi e le opportunità?
Ebbene, bisogna indagare l’innovazione di ChatGPT e altre IA, concentrandosi sull’ impatto
che hanno sull’apprendimento, sulla conoscenza e, in ultima analisi, sull’educazione. ChatGPT domina incontrastata nelle aule, accolta con entusiasmo da studenti. Tuttavia, questa visione non è priva di pericoli perché l’onniscienza dell’IA rischia di sostituire l’educazione e l’insegnamento. L’IA può presentare informazioni e dati, ma non è in grado di fornire la comprensione profonda o la prospettiva critica dell’educazione umanistica.
La scuola è, infatti, un’istituzione fondamentale per la crescita dei giovani. Trasformare radicalmente l’educazione attraverso l’IA potrebbe significare l’eliminazione della scuola! Qualcuno si è chiesto se l’intelligenza artificiale rischia di mandare in soffitta i compiti a casa? Una domanda legittima vista la proliferazione del software intelligente di OpenAI. Questo perché ChatGPT, non è solo un motore di ricerca come Google, ma è molto di più, un vero e proprio assistente digitale che rende troppo semplice per gli studenti copiare i compiti a casa: genera report, scrive poesie, ordina dati, elabora testi e riassunti. Il mondo della scuola è in allarme perché il sistema scolastico attuale rischia di essere messo in crisi. Per
evitare questo, è necessario insegnare agli studenti l’utilizzo corretto di ChatGPT, concentrandosi su attività che richiedono originalità, capacità di fare connessioni e di usare lo spirito critico.
Parafrasi e riassunti, pertanto, dovrebbero essere fatti solo in classe. Per competere con ChatGPT, insomma, gli studenti devono essere convinti che andare a scuola significa imparare e che copiare non serve a nulla. Questo implicherebbe un cambiamento nella mentalità di un sistema scolastico che è stato finora improntato al risultato. Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, tuttavia invita a non avere timore di ChatGPT: “Non dobbiamo aver paura dell’Intelligenza Artificiale, dobbiamo solo governarla e integrarla nella scuola con un insieme di regole. Ciò richiede una formazione adeguata per i docenti, ma se ben diretti, gli studenti possono sviluppare le loro abilità e migliorare i loro talenti, che è il vero scopo di una scuola all’altezza delle sfide del futuro”.
Leone Francesca professoressafrancesca@gmail.com






